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La Storia di Motta |
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Litografia del Ponte sulla Livenza dell'800 |
Motta di Livenza ha storia antica e le prime origini risalgono all’epoca romana quando fu costruita nel 148 a.C. la via Postumia che attraversava la Livenza in località San Giovanni. Là sorse un primo villaggio che ospitava i soldati a guardia del ponte e poi artigiani, tavernieri, bottegai. |
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Verso il 40 a.C., con la centuriazione dell’agro concordiese, sorse, in sinistra della Livenza, anche Lorenzaga, che continuerà a svilupparsi per tutto il medioevo quale ultimo baluardo occidentale del patriarcato del Friuli.
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Timbro di Motta fine 1700 |
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Antica cartina geografica, nella confluenza tra Livenza e Monticano è segnata Motta rappresentata da un castello. |
Prima
del mille, sulla “motta” (rialzo del terreno) alla confluenza del
Monticano nella Livenza, venne eretta una fortificazione per difendere il
territorio dai ripetuti assalti degli Ungheri e, nel 1089, il territorio
fu dato in feudo ai da Camino che lo tennero fino al 1291, quando lo
cedettero a Venezia. Nel frattempo avevano costruito un castello (più
volte rifatto e restaurato ma ancora esistente) e la località venne
denominata “Castello della Motta” o, più semplicemente La Motta o
Motta. Il periodo storico più significativo è quello vissuto da Motta
con la Repubblica di Venezia, dal 1291 al 1797. Proprio perché è stata
la prima città di terraferma a donarsi a Venezia, fu chiamata “figlia
primogenita della Repubblica” e, per la fedeltà sempre dimostrata alla
Serenissima ebbe, dopo la guerra della Lega di Cambrai del 1508-1510,
l’ambito titolo di “Figlia
prediletta della Repubblica”.
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| Intanto
il 9 marzo 1510, la Madonna era apparsa a Giovanni Cigana e sul luogo fu
costruita in pochi anni una grande Basilica, meta, da allora di un
continuo accorrere di fedeli . Nel XVI secolo Motta vive il suo periodo
storico più vivace: vengono costruiti numerosi palazzi per i proprietari
terrieri e la borghesia mercantile che aveva nella Livenza un porto ricco
di traffici con Venezia. Oltre alla Basilica della Madonna viene rifatto
il duomo di San Nicolò e, nella campagna, cominciano ad essere costruite
le prime splendide ville del patriziato veneziano.
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Nel Settecento inizia il declino, che continuerà per tutto l’Ottocento, prima con l’invasione dei soldati di Napoleone (1797-1815) quindi con il lungo dominio austriaco (1816-1866), infine con il passaggio al regno d’Italia (1866-1946). Subito dopo l’unione all’Italia, la sua denominazione divenne “ Motta di Livenza”, per distinguerla dalle altre numerose Motte d’Italia. Con l’avvento della Repubblica, cominciano per Motta gli anni del definitivo riscatto, improvvisamente frenato dalla grande alluvione del 5 novembre 1966. | ||
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Subito dopo, tuttavia, la determinazione l’entusiasmo dei mottensi, delle felici scelte politiche e amministrative ed un insieme di situazioni favorevoli l’ hanno portata ad essere una delle città a più avanzato sviluppo economico, ad esempio di quel Nord-Est che oggi si pone a modello dello sviluppo in Europa. Oggi la città si presenta ulteriormente rinnovata e molto attiva, ricca di servizi pubblici e di moderne aziende agricole, artigianali, industriali e commerciali. E’ gemellata con la città francese di L’Isle Jourdain, con il comune croato di Cherso e intrattiene molti rapporti con diverse città della Slovacchia, dell’Ungheria, dell’Austria e della Germania. |
Stampa del Lombardo-Veneto col timbro di Motta |
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