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GIROLAMO ALEANDRO (1480-1542),
erudito fra i maggiori dei suo tempo e legato da fraterna amicizia con
Erasmo da Rotterdam, fu rettore a 33 anni dell'Università di Parigi.
Fattosi religioso, svolse diverse delicate missioni diplomatiche per la
Santa Sede, partecipò alla Dieta di Worms (1521)-ed ebbe l'incarico dal
Papa di portare a Martin Lutero la bolla di condanna. Elevato alla porpora
cardinalizia, conservò sempre ottimi e intensi rapporti con la città
natale.
POMPONIO AMALTEO (1505-1588), pittore fra i
più celebri dei suo tempo, fu allievo e genero dei Pordenone e lasciò
molte opere pittoriche (a fresco e su tela) a Motta e in molte località
dei Veneto e dei Friuli.
BARTOLOMEO MEDUNA (XVI-XVII
secolo), francescano. Non sono note le date di nascita e morte, ma si
pensa nato verso la metà dei '500 e morto verso il 1620. Grande erudito,
pedagogista finissimo e molto moderno, lasciò due opere dalle quali
traspare tutta la sua cultura e la sua sensibilità di educatore. Per 12
anni fu guardiano nel Convento di S. Maria delle Grazie a Motta.
ANDREA LUCA
LUCHESI (1741-1801),
musicista, compositore di opere teatrali, strumentali e musica sacra. Dopo
la prima formazione ricevuta a Motta, si trasferisce a Venezia e quindi a
Bon, dove diventa maestro di cappella dei principe elettore ed ha tra i
suoi allievi Ludwig van Beethoven. La sua figura e le sue opere, rimaste
per molto tempo in ombra, conoscono oggi una giusta rivalutazione.
ANTONIO
SCARPA (1752-1832), medico, anatomopatologo sommo, fu
docente di anatomia all'Università di Pavia, dove realizzò il Gabinetto
d'Anatomia più celebre d'Europa. Stimato dai grandi dei tempo e dallo
stesso Napoleone, curò parimenti la scienza e l'arte, costituendo a Motta
una splendida pinacoteca dispersa dai suoi eredi.
POMPEO MARINO MOLMENTI (1819-1894),
professore di pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia, fu artista
"accademico" di buon rilievo e le sue opere, presenti in varie
parti dei Veneto, erano molto apprezzate alla corte di Vienna.
ANTONIO LUDOVICO
CIGANOTTO (1869-1934),
francescano, ordinato sacerdote a Gerusalernme, fu filosofo e teologo fra
i maggiori, insegnando teologia, storia ecclesiastica e diritto canonico
sia a Gerusalemme che
a Malta. Grande studioso di Duns Scoto, ne illustrò l'opera in diversi
saggi
ancor oggi
fondamentali. Presente a Motta durante il primo conflitto mondiale, lasciò
un diario dei tragici anni di guerra.
LEONARDO BELLO (1882-1944), francescano,
religioso di grande ed intensa pietà, fu eletto nel 1933 Ministro
Generale dell'Ordine Francescano e si prodigò con ogni energia per lo
sviluppo della cultura e della presenza francescana nel mondo. Mori in
concetto di santità il 28 novembre 1944.
LEPIDO ROCCO (1858-1953), maestro ed
educatore insigne, oratore forbito, studioso e storico della città di
Motta, lasciò un'opera di capitale importanza: "Motta di Livenza e
suoi dintorni". Nel 1905 fondò una Scuola di disegno applicata alle
arti e mestieri, divenuta poi "Scuola Professionale lepido
Rocco", ancor oggi attiva e molto apprezzata in tutto il Veneto
orientale.
CORRADO GINI (1884-1965 ), statistico,
sociologo ed economista insigne, docente di statistica in diverse
Università italiane, fu presidente dell'istituto centrale di statistica e
vicepresidente dell'istituto internazionale di statistica ed ai vertici di
molte società scientifiche internazionali, portò contributi fondamentali
allo sviluppo della statistica e della sociologia. Ha lasciato numerosi
studi ancor oggi di grande attualità.
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