La Basilica

Questo splendido santuario è uno dei grandi luoghi religiosi dei Veneto, cui giungono annualmente centinaia di migliaia di pellegrini per pregare ai piedi della Madonna dei Miracoli, qui apparsa a Giovanni Cigana il 9 marzo 1510 e il cui sirnulacro è conservato entro un cripta nell'esatto luogo ove la Vergine aveva posato i suoi piedi. Pochi giorni dopo quell'avvenimento, la Magnifica Comunità della Motta chiamò i frati minori francescani da San Francesco della Vigna in Venezia, perché custodissero il luogo dell'Apparizione e con il loro impegno fu eretta in meno di tre anni l'attuale grande chiesa, consacrata il 16 settembre 1513. L'autore dei sacro edificio è quasi certamente padre Francesco Zorzi, uno dei più eminenti religiosi francescani del tempo, il quale, secondo gli studiosi d'arte, s'è ispirato ai modelli codussiani. La Basilica, oltre che luogo di preghiera e penitenza, è un autentico scrigno d'arte con opere dei maggiori pittori che hanno operato con i francescani dal '500 ad oggi. Sulla cappella dell'Apparizione si ammirano le lunette affrescate verso il 1515 dal Pordenone, mentre sull'altare c'è la luminosa pala dell'Assunta di Jacopo Negretti, detto Palma il Giovane, dipinta nel 1595 e sulle pareti laterali della stessa si vedono la scena dell'Apparizione, di Francesco Fontebasso (1709- 1769) e, sul lato sinistro, la Presentazione al Tempio e lo Sposalizio della Vergine del Deciani, datati 1682-84. Sull'arco trionfale c'è un grande affresco dell'Annunciazione, opera del mottense Pomponio Amalteo. Ancora cinquecenteschi sono i due affreschi di Andrea Previtali: S. Francesco con le stimmate (nel chiostro del pozzo) e Madonna con Bambino (dietro l'altar maggiore). Il presbiterio è diviso in due parti dall'Altar maggiore sul quale troneggia la splendida ancona del Sansovino, eseguita tra il 1530 e il 1540. Dietro c'è il coro ligneo dei frati, ampliato nel, 1926 con al centro il grande organo. Molto bella (sulla parete sinistra, appena entrati) l'Adorazione dei Pastori di Bernardino d'Asola, datata 1530, cui segue il bellissimo Sacro Cuore di Luigi Nono, dei 1898. Sulla parete di destra, dall'ingresso, si ammirano la Vergine col Bambino e i santi Pietro e Nicolò (1595) di Palma il Giovane; segue la Madonna in trono con S. Caterina d'Alessandria e S. Francesco di Giovanni Spoldi, dei 1890, mentre nella cappellina dei SS. Sacramento c'è una bella pala con S. Francesco in gloria e santi di Adolfo Mattielli dei 1926. Questo autore ha pure eseguito numerosi tondini con santi francescani ed altri che si ammirano in diversi luoghi della Basilica. Di particolare interesse sono poi i due chiostri, affrescati nel '600 con le storie della vita di S. Francesco e S. Antonio da Padova. La Basilica, dall'armoniosa facciata curvilinea, impreziosita da un bellissimo rosone con la Vergine Assunta, opera di Pompeo Bertini (1829-1899), è poi arricchita da un elegante porticato che accompagna fino al Capitello dell'Apparizione ed il complesso risulta di suggestiva bellezza, tanto da essere considerato il vero emblema di Motta di Livenza.