| Questa sezione, per quanto possibile, cerca di raccogliere libri che parlano della nostra città e/o libri scritti da cittadini mottensi. | ||
| Titolo & Autore | Foto | Descrizione |
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Motta di Livenza in epoca veneziana di Giampiero Rorato |
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Pubblicato nel 1988, in occasione del 600° anniversario del secondo e definitivo passaggio di Motta a Venezia, e subito esaurito, il libro è introdotto da una prefazione di Alvise Zorzi e si avvale della collaborazione della storica Anna Bellemo che ha curato le ricerche presso l'Archivio di Stato di Venezia. L'autore passa in rassegna la storia di Motta dal 1291, data in cui i Da Camino hanno offerto a Venezia il Castello della Motta, al 1797, anno che segna la fine della Repubblica di San Marco. Vengono illustrati i molti rapporti politici, culturali, economici con Venezia, l'organizzazione politica, amministrativa ed economica della città, i cibi e i vini dei mottensi, le chiese cittadine, l'apparizione della Madonna del 1510 e la basilica costruita sul luogo dell'apparizione, la peste del 1631, le fiere e i mercati e molti altri temi che hanno caratterizzato la vita cittadina in epoca veneziana. Concludono il volume tre documenti storici relativi al passaggio di Motta a Venezia nel 1291. (www.giampierororato.com) |
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I vini di Motta di Livenza di Giampiero Rorato Aleandro Editore, 1996. |
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L'agile volumetto racconta, in italiano, inglese e tedesco, la storia vitienologica dell'area mottense, dalla presenza dei Veneti primi, ai Romani e fino ai nostri giorni. Presenta quindi i vitigni coltivati e i vini prodotti, con ricchezza di informazioni storiche ed enologiche. Un interessante capitoletto è dedicato alla cucina mottense ed un altro alle principali aziende produttrici di Motta di Livenza. (www.giampierororato.com) |
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La mia Russia (Ricordi di un cappellano militare) di Mons. Giuseppe Nardo
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Il libro di monsignor Giuseppe Nardo, che a distanza di oltre mezzo secolo descrive quella che lui chiamava la sua "grande avventura" in terra di Russia, quale cappellano dell'ospedale da campo della divisione "Pasubio", durante l'ultimo conflitto mondiale. |
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Il
Reduce (romanzo)
di Emilio Del Bel Belluz |
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Questo romanzo narra di una progressiva presa di coscienza, da parte di un rampollo di un casato nobiliare austro-ungarico, del declino della Corona Asburgica e del suo Impero e della consapevolezza crescente della sua ineluttabilità. |
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Il
Prussiano (romanzo)
di Emilio Del Bel Belluz
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Questo romanzo narra di un soldato della Wehrmacht, Heinrich von Belling, che nell'agosto 1941 si reca in Ucraina, ormai pesantemente segnata dalla guerra, per riappropriarsi del suo passato, per ritrovare una parte importante della sua identità, ricca di sfaccettature e di componenti in apparente contrasto. |
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Schegge
d'acciaio nella boscaglia
di Emilio Del Bel Belluz
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Schegge
d'acciaio. Frammenti che riaffiorano dal passato per restituire alla
nostra memoria vicende, eventi, personaggi che l'autore affida ai lettori
perché li preservino dall'azione corruttrice del tempo.
Note sull'autore: Emilio Del Bel Belluz è nato a Motta di Livenza, dove vive tuttora, nel luglio del 1959. Laureatosi in giurisprudenza, ha intrapreso numerose ricerche e studi concernenti le due Guerre Mondiali e il Risorgimento italiano. Ha collaborato con la rivista letteraria La castella e ha curato la pubblicazione del romanzo di Paula von Preradovic Pave e Piero e del romanzo dello scrittore austriaco Walther Maria Neuwirth Isonzo, Piave e Montello. E' autore del testo da Vienna al Livenza. Un secolo di storie, pubblicato con i tipi della Hefti nel 1996, cui è seguito il romanzo Il reduce (Liberty House, 1997), Il prussiano (Herrenhaus,1999) e ha curato il volume Uno scrittore ferrarese. Ferruccio Luppis (1880 - 1959) (Liberty House, 1998). |
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La Grande Cucina della Marca Trevigiana di Giampiero Rorato |
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L'ultima opera del gastronomo Giampiero Rorato è un raffinato e gustoso ritratto della storia culinaria della Marca Trevigiana, così come si è venuta costituendo dalla fine dell'Impero Romano d'Occidente ai giorni nostri. E' un affresco di sapori e aromi gastronomici che hanno accompagnato ( e a volte persino influenzato) la storia dei Trevigiani, dando loro la possibilità di creare un'originale, pregiata, autentica cucina di Marca. Una cucina divenuta il simbolo del piacere della buona tavola, che qui viene proposta attraverso le sue migliori ricette tradizionali rivisitate per i palati di oggi. |
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Da Vienna al Livenza di Emilio Del Bel Belluz |
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Questo libro è nel contempo una nostalgica carrellata sulla "Finis Austriae", sugli ultimi anni dell'impero austro-ungarico attraverso la testimonianza dell'unico superstite di quel particolare mondo, l'ex ufficiale e poeta centenario Walter Maria Neuwirth, ma anche una curiosa testimonianza "letteraria" post-moderna. Il Neuwirth dall'alto dei suoi cento anni è l'amico che tutti vorremmo avere, è il saggio, il mistico che vede dove noi non vediamo, ha visto la sua vita correre attraverso un secolo di storia, dove è stato un protagonista sia nella poesia sia nella letteratura, malgrado il suo radicato concetto di semplicità che sprigiona in ogni suo attimo della vita. |
| Soldati Perduti di Emilio Del Bel Belluz
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Soldati perduti è la storia di un destino. Rolf Heinzler passa la propria gioventù nella salesiana Hirschberg, estrema propaggine dell’antico regno di Prussica. Qui cresce avvolto da una comunità dalle radici profonde e apprende da un vecchio soldato l’amore per la tradizione tedesca, finché il fascino di nuove bandiere lo attraverso un futuro di passione, dolore e distruzione. Dalle prime pericolose escursioni in montagna dietro i vessilli della Hitlerjugend, al disperato amore per una ragazza francese a Parigi dove Rolf arriva con la divisa della Wehrmacht, fino alla campagna di Russia descritta nelle pagine di un diario. In una gelida immensità di neve le parole di Rolf Heinzler si spengono insieme al contatto radio con una patria ormai annientata. |
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Camerati della foresta di Emilio Del Bel Belluz |
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Le forze della Germania, le giovani braccia
che erano rimaste, si trovavano prigioniere della forza che aveva cancellato
il Paese. Sei o sette milioni di tedeschi stavano compiendo ancora il loro
dovere dietro i reticolati, tanti milioni di soldati invece "condivano" la
terra con il loro sangue e le loro ossa. Le case rimaste miracolosamente in
piedi dopo la battaglia erano state requisite dai vincitori. Al vincitore
ogni casa era dovuta, tutto ora gli apparteneva; al vinto, però, rimaneva
l'onore, il bene più prezioso. Tanta gente invidiava i morti, poiché i vivi
non avevano più nulla, neppure la speranza di una vita migliore; al vinto
non era dovuto niente. Era rischioso allora parlare dei soldati tedeschi caduti con onore, ma io esortai ugualmente la gente del luogo a ricordare ciò che era accaduto. Ero convinto che la memoria storica fosse essenziale per la sopravvivenza di un popolo; non si poteva permettere che il sacrificio di tanti venisse cancellato o vanificato. |
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La vendetta dell'uomo smilzo di Simone Fregonese
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Un viaggio tra una letteratura umoristica, paradossale e surreale. Fregonese ci offre racconti di storie quotidiane che potrebbero essere proprio le vostre storie. Simone Fregonese: nato nel '75 a Venezia e tuttore (tiè) vivente, risiede a Motta di Livenza (TV). Autore du numerosi racconti umoristici, paradossali e surreali, ha collaborato con alcune riviste on-line e dirige un sito ed una rubrica dedicati alla letteratura umoristica. Questo è il suo primo libro, ma minaccia di pubblicarne altri, se non verrà fermato. |