Motta di Livenza 1917-1918
L’inizio e la fine dell'occupazione Austro-Ungarica

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A volte le memorie riaffiorano dalle nebbie del nostro cervello perché stimolate da qualcuno o da qualcosa a volte invece lo fanno con l’anniversario di una data poiché è con essa che gli eventi vengono memorizzati. Il 4 novembre 1918 segna per la nostra terra la fine della più tragica guerra che ha devastato il nostro popolo. A memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la nostra liberà dedico questa pagina, nel 90° anniversario dalla fine del primo conflitto mondiale.

 

L’Inizio Foto La Fine

 

L’Inizio


Dopo la disfatta di Caporetto con lo sfondamento del fronte da parte degli austroungarici schiere di soldati italiani spesso senza ordini precisi indietreggiarono sbandati opponendo solo una minima resistenza all’avanzata nemica. Ecco come i bollettini o “bullettini” del tempo narravano gli eventi.


 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 7 novembre 1917

“Data la scarsa difendibilità del Tagliamento, attualmente in magra, abbiamo ripiegato la nostra linea verso la Livenza. Il ripiegamento, efficacemente protetto a nord dalle truppe di copertura e a sud da retroguardie, ha potuto compiersi ordinatamente. Nella giornata d’ieri e nella notte scorsa velivoli e dirigibili hanno bombardato ripetutamente e con molta efficacia forze nemiche intente al riattamento dei ponti, e al passaggio del Tagliamento. Quattro aeroplani avversari vennero abbattuti dai nostri aviatori.”

CADORNA.

 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 8 novembre 1917

“Nella giornata d’ieri è proseguito il ripiegamento della nostra linea. Il movimento di grossi ha potuto compiersi indisturbato. Le truppe di copertura, con numerosi combattimenti, valorosamente sostenuti, tra le colline di Vittorio e la confluenza del Monticano nella Livenza , hanno ritardato l’avanzata dell’avversario. I nostri aviatori, vincendo l’accanita resistenza degli aerei nemici, rinnovarono i bombardamenti delle truppe avversarie sul Tagliamento. Risultano abbattuti 5 apparecchi nemici.”

CADORNA.

 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 9 novembre 1917

“Le truppe continuano ad affluire e ad afforzarsi sulle posizioni prescelte per la resistenza. Le retroguardie e i reparti di copertura proseguono valorosi e instancabili a trattenere l’avversario.”

DIAZ.

 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 10 novembre 1917

“…La scorsa notte cinque nostri dirigibili hanno efficacemente bombardato i passaggi sul Tagliamento a Latisana e a Motta di Livenza e le truppe nemiche in movimento sulle vie di accesso al fiume.

DIAZ.


I bollettini che erano redatti dai generali allora al comando danno un’idea distorta di quello che stava accadendo. Vogliono quasi far sembrare che tutto sia sotto controllo oserei dire quasi  programmato.

Luigi Gasparotto nel suo “Diario di un fante” narra le gesta eroiche del nostro esercito e le infamie commesse dal nemico.


 

  • Diario di un fante di Luigi Gasparotto

    1. “Il maggiore Magri’, glorioso mutilato, mentre schierava il battaglione sulla destra della Livenza, vide il nemico allineare le donne sulla sponda opposta e costringerle a gridare: “ Viva L’Austria”.

    2. “Ma a Motta i granatieri della “Bettica” mostrarono come sanno morire per l’Italia. Circondati, non si arresero; due soli furono salvi.”

 


Molto più obiettivo a mio parere, il nostro Padre Ludovico Ciganotto che, seppur di parte, racconta lo sbando totale del nostro esercito. Dell’invasore altresì scoprirà il lato umano.


 

  • L’Invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza di P.L.Ciganotto – 3 e 6  novembre 1917

    1. “Precipitosa , disastrosa, desolante è la ritirata di cui siam spettatori, e per giunta intralciata dai borghesi, i quali fuggono disordinatamente verso la Piave…”

    2. “Man mano che le pattuglie nemiche avanzano, i nostri si ritirano facendo una resistenza atta solo a rallentarne la corsa. Fortuna per noi che la Livenza non è fortificata…”

    3. “I velivoli nemici non cessano di esplorare il paese e di sondare col lancio di bombe i punti della campagna che reputano sospetti.

 


Fu proprio in una di queste esplorazioni notturne che il soldato Giovanni Bussi, in ritirata col suo battaglione, rischiò la vita.


 

  • Forse nessuno leggerà queste parole di Giovanni Bussi

 “Verso le quattro ci rimettiamo in marcia anche noi per arrivare sul Livenza, arriviamo alla sera a Motta di Livenza e lì passeremo la notte. La mia compagnia è ferma vicino al Camposanto e i soldati riposano lungo il muro di cinta. Nella notte, verso l’una, arriva uno Zeppelin e butta giù tre bombe che colpiscono il muro di cinta e uccidono quattro soldati. Io quando l’ho visto arrivare sono entrato con due miei compagni nell’interno e li abbiamo trovato una tomba aperta, siamo scesi dentro per ripararci, così se la sorte toccava a noi eravamo già a posto.”

 


L’inizio dell’invasione è così segnato, gli italiani in ritirata verso il Piave marciano veloci ma nei loro occhi c'e' lo sconforto di chi lascia le proprie terre e i propri cari in mano al nemico. Nell’anno dell'invasione i Mottensi, come tutte le popolazioni occupate subirono i soprusi e le angherie degli occupanti, ci saranno però anche momenti di solidarietà tra soldati e popolazione, solidarietà comune tra persone ormai devastate nel fisico e nell'animo dalla guerra.

La nostra città ha la fortuna di avere un diario scritto da Padre Luigi Ciganotto durante l'anno della fame. Consiglio di leggerlo per conoscere tutti i dettagli di quei 12 interminabili mesi alla fine dei quali gli italiani tornarono in possesso delle loro terre. Per questo motivo trovo inutile e ripetitivo narrarvi i fatti di quel periodo giorno per giorno, lascio spazio dunque alle foto.


Foto

Soldati AU in un caffé di Motta di Livenza

 

Soldati AU in Piazza 1 - Da Piazza Luzzatti verso Piazza Predonzani

 

Soldati AU in Piazza 2 - Da Piazza Luzzatti verso il "Toresin"

 

Feriti AU nel Santuario della Madonna adibito ad uso Ospedale

 

Soldati AU - Costruzione di un nuovo ponte sulla "Livenzetta"

 

Il Ponte sulla Livenzetta distrutto dal nemico in ritirata

 

Il Ponte sulla Livenzetta all'altezza di Piazza S.Rocco

 

Soldato Italiano in posa davanti al Ponte distrutto

 

Il Ponte sulla Livenza

 

Soldati AU - Borgo Aleandro verso il "Toresin"

 

 

Soldati AU con carri di rifornimenti

 

Borgo Aleandro con Bersaglieri Italiani

 

La Fine

 

  • L’Invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza di P.L.Ciganotto - 30 e 31 ottobre 1918

    1. "Tutta la notte e tutto il giorno è stato un continuo movimento di truppe che ripassano la Livenza, bersagliate dalle mitragliatrici dei nostri velivoli che le incalzano senza pietà. Alle sei di stamane è partito l'ospedale con tutto quello che poté portarsi seco."

    2. "Questa notte verso le undici e mezzo è cominciata la demolizione dei ponti. Gli scoppi dell'anno scorso erano un nonnulla a paragone di questi.

    3. "...qualche gruppetto e qualche ritardatario passa ancora. Ci guardano con occhio sinistro, e tiran dritto. Dove vanno? Come faranno a passare il fiume?"

    4. "In paese assisto a due tristi spettacoli, ultimo ricordo dell'invasione. Il palazzo de sindaco Sign. avv. C. Pellegrini è stato incendiato nella notte, e di là il fuoco si è esteso alle case attigue Giacomini e Bertoja.."

    5. "...l'arrivo dell'avanguardia ciclistica del Regg. di Cavalleria Aquila".

    6. "Il nemico fa della reazione sulla Livenza. Il crepitio delle mitragliatrici e della fucileria è vivacissimo da ambe le parti".

     

  • L’Invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza di P.L.Ciganotto - 1 novembre 1918

    1. "Nella notte passata il bombardamento da parte del nemico è stato molto attivo"

    2. "Durante la notte sono arrivati gli arditi e la brigata Ionio"

    3. "Nella giornata l'artiglieria nemica è cresciuta di numero. I fucili e le mitragliatrici crepitano senza interruzione".

     

  • L’Invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza di P.L.Ciganotto - 2 novembre 1918

    1. "Tutta la notte le armi nemiche sono state in azione senza un istante di sosta. I nostri che hanno già concentrato qui un gran numero di truppe, ben tre volte hanno tentato invano il varco del fiume: quando verso l'aurora due enormi rombi chiudono l'ultimo saluto che il nemico da a Motta: sono due depositi di munizioni fatti scoppiare: i nostri avevano passata la Livenza vicino a Pordenone"

    2. "Siamo completamente liberi".

     

  • L’Invasione Austro-Ungarica a Motta di Livenza di P.L.Ciganotto - 2 novembre 1918

    1. "Da ieri correva voce d'una colossale sconfitta inflitta ai nemici sui monti. La lieta notizia oggi riceve conferma".

     


L'offensiva dei nostri sul Piave si infila come una lama nel corpo ormai stanco del nemico. Gli austroungarici non reggono più lo sforzo bellico di una guerra così lunga e logorante e indietreggiano in modo ordinato cercando, ormai consci della fine, di accaparrare tutto il possibile. La ritirata e' metodica, controllata, i reparti devono portarsi sulla linea della Livenza. Su questa linea verrà fatta della resistenza al solo scopo di proteggere il ripiegamento delle armate come ci descrive il Feldmaresciallo Iwanski.


 

  • Il Piave di Paolo Pozzato e Tibor Ballà

    1. “IL 106° Reggimento ricevette il 30 ottobre l'incarico di accogliere sulla Livenza ai due lati di Motta i reggimenti 19°, 12° ed 83° e l'artiglieria che stava sgombrando le sue posizioni e di coprirne il ripiegamento”.

    2. " In ultima analisi l'argine stesso era quindi a lungo andare tatticamente indifendibile"

    COLONNELLO LEHAR

 

  • Il Piave di Paolo Pozzato e Tibor Ballà

    1. “Dopo continui violenti combattimenti nella notte sul 31 ottobre 918 le ultime truppe che si trovavano ancora al di là della Livenza ripiegarono dietro il fiume. I ponti a Motta di Livenza ed a casa Munerotto vennero fatti saltare, altrettanto la passerella ad est di questo paese, la cui ultima esplosione non riuscì appieno. Gli ultimi ritardatari ed i guastatori - 70 uomini di diversi reparti - vennero recuperati dalla riva nemica con delle barche predisposte in precedenza".

    2. "Il mattino del 1° novembre iniziarono i tentativi degli italiani di mettere piede sulla riva sinistra della Livenza...    Tutti i tentativi di proseguire l'attacco però fallirono".

    3. "Gli italiani che,..,avevano superato il fiume e sapevano la nostra armata in ritirata, furono in ogni caso molto sorpresi dalla seria resistenza in cui si imbatterono".

    4. "..il fronte nel complesso resse e rimase sempre caldo".

    5. "La divisione col combattimento del 1° novembre aveva guadagnato tempo e quiete per iniziare la ritirata nel massimo ordine. Essa venne proseguita il 2 novembre".

    6. "Il gruppo Col. Lehar doveva tenere la linea ancora fino a mezzanotte del 2 novembre, per poi seguire la Divisione come retroguardia.

    7. "La rottura del combattimento avvenne lasciando indietro 12 pattuglie di inganno".

    8. "Il velo di truppe in ritirata fu fatto oggetto di un violento fuoco di mitragliatrici nemiche. I ponti a I tre ponti vennero fatti saltare".

    FMLT. IWANSKI

     


Il Gasparotto, con l'enfasi che contraddistingue il suo diario, vede le operazioni dal versante opposto.


 

  • Diario di un fante di Luigi Gasparotto - 1 novembre 1918

    1. “La terza Armata, intanto, ha passato il Piave e punta anch’essa sulla Livenza.”

    2. “Quando si arriva alle porte di Motta, alla chiesa delle Grazie, dalla semplice e bella facciata del Sansovino, crepita la mitragliatrice. E’ caduto un momento fa un amico, il tenente Barbesti. Stamane si è presentato al comando del 5° reggimento bersaglieri a offrire i suoi servigi un giovane triestino, il comandante del porto militare di Motta. Troppo tardi.”

    3. “A Motta leggiamo gli ultimi bandi austriaci. Eccone uno: “I CIVILI CHE NEL TERRITORIO DI COLFRANCUI NON SI FERMASSERO AL PRIMO GRIDO, SARANNO FUCILATI”.

    4. “Sulla Livenza è stata gettata una testa di ponte. E’ opera generosa dei bersaglieri dell’8° reggimento, i quali all’ordine di passare alla riserva, si buttarono in acqua e passarono invece al di là. Santa disobbedienza! Durante la notte, il Genio getta i ponti; il nemico spara sul paese ravvivando l’incendio delle case bruciate e uccidendo parecchi borghesi; i bersaglieri estendono la testa di ponte sui due rami della Livenza; arrivano prigionieri, contro i quali le donne di Motta, inferocite, scagliano sassate ed insulti. Arde ancora la casa del poeta Giacomini”.

 

 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 31 ottobre 1918

    1. “…La X armata ha portato il suo fronte alla Livenza. La III armata si spinge avanti, travolgendo e catturando il nemico che di fronte ad essa si accanisce nella resistenza. Truppe czeco-slovacche partecipano all’azione”.
    2. “…La III armata si porta sulla linea della X e sta per raggiungere la Livenza. Nostre punte sono entrate in Motta di Livenza e in Torre di Mosto. Si annunzia da ogni parte la cattura di prigionieri, di cannoni e di bottino”.

DIAZ.

 


Le defezioni nelle file austro-ungariche di reparti cecoslovacchi erano frequenti. Chi veniva scoperto non veniva fatto prigioniero ma veniva fatto impiccare all’istante. I cecoslovacchi avevano ambizioni indipendentiste ed antimperialiste non volevano quindi combattere per gli Asburgo. Nel 1918 tra i reparti italiani ce ne era anche uno di legionari cecoslovacchi.


 

  • Bullettino Ufficiale del Quartier Generale – 1 novembre 1918

“…Le divisioni di cavalleria, annientate le resistenze nemiche sulla Livenza e ristabiliti i passaggi, marciano al Tagliamento”.

DIAZ.

 

  • Il Bollettino della Vittoria – 4 novembre 1918

“La guerra contro L’Austria-Ungheria che sotto l’alta guida di S.M. il Re – Duce Supremo – l’Esercito italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse, ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta.”

DIAZ.

 

 



L’Italia pagò non poco il prezzo della guerra, tra i militari ci furono più di 650.000 morti, circa 1 milione di feriti più o meno gravi e 600.000 dispersi. Motta di livenza ha pagato il suo prezzo con 166 caduti senza contare le vittime civili. Per conoscere i loro nomi clicca sul link qui sotto:

 CADUTI MOTTENSI 1915-1918



Questa pagina come già premesso vuol essere un omaggio a tutti i caduti della grande guerra. Le notizie sono state trascritte da libri o bollettini ufficiali che ho raccolto in questi anni. Ho preferito concentrare le mie ricerche sui primi giorni  e gli ultimi di occupazione, tralasciando di narrare l'anno di occupazione poiché esistono diari, tipo quello del Ciganotto, che raccontano in modo esaustivo tutto quello che accadde.

Un pensiero particolare va a Delfino Borroni, morto proprio in questi giorni (26-10-08) a 110 anni appena compiuti, era l’ultimo reduce italiano della Grande Guerra e l’ultimo cavaliere di Vittorio Veneto.

Un ultimo pensiero va anche ai miei nonni che quand’ero giovane mi raccontavano della loro infanzia sotto il dominio Austro-Ungarico:

  • Nonna Ida Rosalen classe 1909 ricorda che era nei campi a lavorare quando vide correre  un uomo sulla strada che urlava:” Le tornà i Taliani, le torna’ i Taliani” ricorda inoltre il campo di aviazione vicino alla loro casa e le frequenti incursioni aeree.

  • Nonno Mario Flora classe 1907 che  insieme agli amici andava sconsideratamente a segare il lato inferiore del  palo di legno che i soldati nemici usavano come appoggio per fare i bisogni e poi si nascondeva nelle siepi per vedere il nemico finire a gambe all’aria.

 

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