In questa sezione vi riportiamo alcune notizie su Motta tratte dalla rete.

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Fonte Data Notizia

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Presso un ponte chiamato Livenza, l’esercito Longobardo guidato dai duchi di Treviso, di Vicenza e del Friuli si schiera a battaglia contro gli invasori Franchi.

http://camino.oderzo.it 3 maggio 1089 "Il Vescovo di Ceneda [Aimone?] accolti in grazia li Conti di Montanara, Alberto e Guecello figli di Guido, che s'erano con il loro valore resi temuti ed inclinato molto a favorirli ed ingrandirli, trattò col Conte Ermanno da Porcia che possedeva molti luoghi d'intorno Oderzo, perché volesse donarli, come fece, dov'essi fabbricarono un Castello che lo dissero Camino, dopo di che li lor discendenti non più da Montanara, ma furono detti da Camino. Il Vescovo poi diede loro in feudo Serravalle, Valmareno, Fregona, Cordignano, Regenzolo, Credazzo, Motta e Cessalto con tutte le loro ville e pertinenze. Era il 3 maggio 1089."

I Conti da Montanara erano nobili di origine longobarda provenienti dalle pendici del Cansiglio.

http://camino.oderzo.it 1229 Tolberto III da Camino che combatte contro il veronese Ezzelino III Da Romano, detto "Il Tiranno", che stava saccheggiando i possedimenti caminesi, poco fiducioso nella vittoria, ottenne la pace da Ezzelino, al quale cedette Oderzo, Motta, Cessalto, Camino, Serravalle e Fregona. La cessione non fu riconosciuta dai nipoti Biaquino III e Rizzardo II.
http://camino.oderzo.it 1283 Tolberto III e Biaquino VI hanno la loro residenza a Motta di Livenza
http://camino.oderzo.it 1291 Biaquino e Tolberto cedono il Castello di Motta e tutti quelli di sua pertinenza a Venezia, dando la prima scintilla all'espansione della città  in terraferma che avrebbe portato in circa un secolo alla fine di tutte le signorie territoriali venete.
http://camino.oderzo.it 1336 Verona pensa di sottomettere definitivamente a sé i castelli di Camino, Motta e Portobuffolè che erano sotto la protezione di Venezia. (Dopo aver riconquistato il castello di Oderzo e conquistato quello di Camino gli scaligeri si ritirano senza procedere per Motta e Portobuffolè).Subito a Venezia iniziarono i preparativi per la conquista e furono mandati a Motta in tre mesi 4200 cavalli e 3000 pedoni. Gli scaligeri in risposta aumentarono le difese a Camino, Oderzo e Ponte di Piave.
http://camino.oderzo.it 21 Ottobre 1336 Il 21 Ottobre da Motta partiva l'esercito Veneziano: dopo un giorno furono a San Polo, il terzo passarono il Piave e il quarto cominciava la devastazione del Trevigiano.
 
http://xoomer.virgilio.it/ltosoli/prese.htm 1348 Nel 1348 Castel Pagano e Felettano vengono ceduti a Nicolussio di Lorenzaga, come da atto notarile. "Presenti diversi testimoni fra cui Weruza de Villa Canipe de Carnia, morante in Castro Pagano; il nobil uomo vir dominus Thomas, figlio di Thome de Cucanea, comorans in Castro Pagano, per 300 marche di nuovi denari aquileiesi, cede al nobile uomo dominus Nicolussio figlio di Anastasio di Lorenzaga, dimorante in Castro Pagano, e per i suoi eredi, dedit vendidit et tradidit villam suam totam de Felettano prope Castrum Paganum cum garitto dominio et iurisdictione.... "
Lo stesso anno, il patriarca Bertrando, dopo rinuncia di Tommaso di Partistagno, investe Nicolussio con feudo di abitanza del castello e della braida.
I Cucagna erano una antica e rilevante famiglia di nobili friulani, appartenenti al gruppo dei 'ministeriali' che sedevano in Parlamento.
I Lorenzaga, che prendono nome dalla località oggi in comune di Motta di Livenza, sono già feudatari della Abazia beneddettina di Sesto al Reghena e in questo periodo hanno interessi nell'area tricesimana. Fra l'altro nel 1361 acquistano la metà del garitto e della gastaldia di Tricesimo. Il Leicht documenta la presenza nel 1376 del nobile Lorenzaga di Castelpagano in Parlamento. La famiglia dovrebbe estinguersi per mancanza di eredi maschi
http://camino.oderzo.it 1378 Gherardo VII da Camino si ribella contro la Repubblica e scappa da Treviso con 50000 ducati rubati e cerca rifugio nei suoi castelli di Portobuffolè, Motta, Cordignano ecc... insieme a Guecellone, cugino di suo padre.
http://camino.oderzo.it 1382 I Castelli Caminesi sono in lega coi Trevigiani e il Duca d'Austria, contro i Carraresi che avevano ottenuto dal Patriarca di Aquileia il Castello di San Polo: questi assediano Treviso, e l'anno dopo prendono Oderzo, Motta, gli altri castelli Caminesi, Portobuffolè e imprigionano Gherardo.
http://xoomer.virgilio.it/ltosoli/prese.htm 1384 Nel 1384 in Castelpagano, nel palazzo presso la torre, si celebra il matrimonio fra Mariabella fu Nicolussio di Lorenzaga e il Nobile Michele de Rabatis, maresciallo del Patriarca Filippo d'Alençon, Patriarca osteggiato dagli udinesi.
La dote di Isabella sono i luoghi e i castelli di Lorenzaga e Castelpagano, oltre le masnade.
www.sangiorgioinsieme.it

1400

Il 20 novembre del 1411 Pippo capitano generale di Sigismondo re di Ungheria, entrò in Friuli con 14.000 cavalieri ungari e l'ultimo di novembre prese Udine mentre Tristano di Savorgnano si era dato alla fuga, insieme a molti altri Udinesi. In una quarantina di giorni Pippo ottenne l'obbedienza di tutto il Friuli, ad eccezione di Tristano e prese con la forza il castello di Torre e la bastita di Montereale e a tutti i Friulani che stavano in quelle località al servizio della signoria veneta egli fece tagliare una mano e strappare un occhio; in seguito lo stesso Pippo con la sua gente attraversò la fossa Cangona fatta dai Veneziani e nello stesso giorno catturò quasi tutti gli armigeri Veneti; e il giorno dopo prese Serravalle, che mise a sacco, quindi Cordignano e Ceneda, mentre quelli di Belluno e di Feltre si arresero a Pippo che ebbe anche i castelli della Costa e di San Boldo e |prese con la forza Motta. Pippo Spano punisce i difensori di Motta tagliando loro una mano e cavando un occhio. Molti muoiono di paura prima ancora di essere mutilati. Ebbe quindi Oderzo e Porto Buffolè. Di là ritornò in Friuli, dove Tristano gli promise obbedienza con il patto di non poter entrare in Udine senza il permesso del re.

http://camino.oderzo.it

1412

Dopo mesi di saccheggiad opera di Pippo Spano, cade Motta ma Oderzo riesce a resistere agli Ungheresi che però incendiano tutti i borghi circondari. I Veneziani, dopo aver fallito i primi due attacchi di riconquista, assediarono Motta cacciando gli Ungheresi e lasciando sul campo di battaglia 1400 morti.

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4 ottobre 1424

E' da segnalare un instrumento in data 4 Ottobre con cui la Serenissima vende alcune possessioni dei Da Camino nel distretto di Motta e Portobuffolè.

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1499

I Turchi arrivano fino sul Livenza seminando il terrore tra la popolazione.

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9 marzo 1510

La vergine Maria apparve a Giovanni Cigana, un pio contadino di 79 anni, nativo di Redigole, che tutti i giorni recitava il rosario. Mentre stava passando davanti ad un capitello della Madonna, posto all'incrocio di tre strade, l'uomo si arrestò colpito da una visione celeste.

www.maremagnus.com 1532 Nomina di G.Bragadin ad amministratore e podestà del castello e proprietà annesse di Motta di Livenza. "Nos Andreas Gritti Dei Gratia Dux Venetiarum et Caet. committimus tibi nobili viro Hieronymo Bragadeno potestatem castri Motha quod castrum, villas et loco ad ipsum spectantia...".
www.ciaofriuli.net

1600

 - Cordovado - La chiesa con maggiori contenuti artistici è il Santuario della Madonna, eretto tra il 1600 e il 1603, tempietto ottagonale con soffitto intagliato da due artisti di Motta di Livenza.

www.ciaoweb.it

1630

Una terribile pestilenza convoglia gente verso il nostro centro e ne favorisce la crescita economica

www.stratema.sigis.net

1682

Figure lignee nell'altare maggiore dei fratelli Venturini della Motta (Motta di Livenza), responsabili della parte lignea del Battistero della chiesa di Fossalta (1682).

http://camino.oderzo.it 1741 Alvise Contarini, provveditore all'Arsenale di Venezia, ispeziona lungamente la zone fra il Piave e il Livenza ed afferma che vi sono 132 boschi nelle tre podesterie (Portobuffolè, Oderzo e Motta)
http://www.provincia.venezia.it/comune.noventa 1805 Noventa divenne comune ma inserita nel Cantone (mandamento) di Motta di Livenza e nel Dipartimento del Tagliamento (provincia di Treviso)
http://www.angelfire.com/la/labassa 28 novembre 1805 Il 28 novembre il "Provvisorio Central Governo del Friuli", da poco insediatosi, dava alle stampe il Riparto in 13 Distretti della Provincia del Friuli, cogli articoli di sistemazione provisoria per le locali Rappresentanze da istituirsi ne’ Rispettivi capi luoghi. Il Riparto provocò la rottura dell’unità territoriale del terzo quartiere "alla bassa" del Friuli occidentale, in luogo del quale presero corpo due distretti di nuova istituzione, il distretto di Latisana e quello di San Vito al Tagliamento. A quest’ultimo venne ascritta la città di Motta di Livenza ma  solamente per la porzione situata alla sinistra del fiume.
http://digilander.libero.it/p20/fr-friul.html aprile 1809 L’impero francese, alla fine del 1808, vantava ben 122 dipartimenti, compresi i territori d’oltre mare. Il Regno d’Italia, nato nel 1805 aveva come sovrano Napoleone con Viceré Eugenio de Beauharnais, figliastro dell’imperatore, che si occupava dell’amministrazione reale nel paese. Il generale Granier, di fronte all’avanzata dell’avanguardia austriaca, agli ordini del feldmaresciallo Frimet, sgombrò i dintorni di Codroipo, ritornando sulla sponda destra del Tagliamento e distruggendo alle sue spalle parte del ponte della Delizia. Questo movimento si rese necessario per preparare l’imminente sganciamento dei Francesi; Eugenio infatti poteva ora disporre anche della divisione Barbou attorno a Pordenone e della Severoli, in cammino tra Conegliano e Sacile. La notte tra il 13 e il 14 Eugenio iniziò il ripiegamento delle sue truppe verso il Livenza, arrivando, nella serata del 14 , a disporre la divisione Severoli tra, Portobuffolé e Motta di Livenza,
http://www.tragol.it/flaminio/flaminio-4/53-60.htm  1810 Nei Monasteri di Ceneda e Motta si abbattono le disposizioni del 25 aprile 1810, con le quali si sopprimevano tutti gli stabilimenti, corporazioni, congregazioni, comunie ed associazioni ecclesiastiche di qualunque natura e denominazione. Si trattava dell'ultimo atto della politica napoleonica che cercava di mettere sotto il controllo dello stato l'organizzazione ecclesiastica.

www.loscoglio.it

11 maggio del 1860

LISTA DEI 1000 GARIBALDINI: Questa lista con 1090 persone fornita dal Ministero della Guerra fu pubblicata nel 1864, dal Giornale Militare come risultato di un'inchiesta istituita dal Comitato di Stato. Questo comitato fu creato per determinare quanti e quali furono i reali partecipanti a quella storica spedizione e come avvenne lo sbarco l'11 maggio del 1860 in Marsala. Ecco alcuni di loro:

557 *LIPPI Giuseppe fu Giovanni, nato a Motta di Livenza il 24 agosto 1837, ivi residente.
968 TAGLIAPIETRA Pilade di Giuseppe, nato a Motta di Livenza l'11 novembre 1836, morto combattendo Reggio di Calabria il 21 agosto 1860

http://camino.oderzo.it

1878 A Motta di Livenza si tiene la prima adunanza dei Comitati Parrocchiali della Diocesi di Ceneda.

www.ciaoweb.it

1882 Dopo la disastrosa alluvione del 1882 venne deviato il corso del Livenza e spostata la confluenza con il fiume Monticano.

www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it

1888 Nasce a Motta di Livenza Padre Gino Ceschelli. Diventerà Parroco della cittadina di San Giuseppe Vesuviano nel 1941. Don Gino Ceschelli durante la seconda guerra mondiale partecipò attivamente all’opera di soccorso dei feriti e di seppellimento dei morti e tentò con ogni mezzo di salvare i giovani dalla deportazione e di preservare San Giuseppe dalla furia teutonica. Ma i tedeschi, ritenendolo un intralcio ai loro piani, lo trucidarono il 17 settembre del 1943. Alla sua memoria è dedicata una strada ed una scuola media.

www.regionefvg.com/cittaepaesi/PN/casarsa

primi del '900

La frazione di S. Giovanni di Casarsa ha una Chiesa recente, costruita tra il 1896 ed il 1904, al cui interno presenta una nutrita serie di opere del primo Novecento tra le quali spicca una notevole decorazione dell’abside di Tiburzio Donadon (pittore e restauratore di Motta di Livenza).

www.pavaneditore.it

1905

Storia della SADE - Società Adriatica di Elettricità - (1905-1955)
Le prime attività della SADE sono necessariamente modeste, limitandosi all'acquisto degli impianti di produzione e distribuzione di Cividale del Friuli e Palmanova e successivamente di quelli di Oderzo e Motta di Livenza, per una potenza che non raggiunge complessivamente 300 kW.

www.mobiliditalia.it

7 gennaio 1906

Primo giorno di scuola per la "Lepido Rocco" scuola finita di costruire l'anno precedente (1905). Alle lezioni partecipano 38 allievi;

www.cronologia.it

18 aprile 1916

Bombardamento da parte dell'esercito austriaco su Motta

www.cronologia.it

27 ottobre 1917

La III Armata doveva con le sue forti retroguardie ritardare l'avanzata del nemico e provvedere alla copertura del proprio fianco sinistro. Una sosta doveva esser fatta sul Torre. La II e la III Armata dovevano schierare sul Tagliamento le piccole artiglierie, le pesanti campali e i medi calibri più mobili. Le altre delle predette armate e quelle del Gruppo Carnico, dovevano essere disposte fra il Sile e il Montello. Il Comando della II si sarebbe trasferito a Pordenone, quello della III a Motta di Livenza, il Comando Supremo a Treviso.
www.cronologia.it autunno 1917 Il COMANDO SUPREMO (Cadorna) disponeva, come riserve della III Armata: la 4a e 20a divisione presso Palmanova e la 1a divisione di Cavalleria a Motta di Livenza.

www.carabinieri.it

2 novembre 1917

Per coprire la ritirata italiana una squadriglia di aerei ricevette l'ordine di bombardare un accampamento austriaco a Motta di Livenza.

www.cronologia.it

7 novembre 1917

il Corpo Speciale del DI GIORGIO, che il giorno prima si era ritirato alla Livenza, premuto dal nemico, continuò il ripiegamento e, passato i Monticano, si schierò tra S. Pietro di Feletto e Conegliano.
Quel giorno stesso il grosso della III Armata passava sulla destra del Piave, mentre il nemico superava la resistenza delle retroguardie sulla linea della Livenza a Polcenico, a Brugnera, tra Meduna e Motta e S. Anastasio e costringeva le retroguardie della II Armata a ripiegare sulla linea Colle Umberto-Pianzano-Bibano-Gaiarine-Porto Buffolè.

www.cronologia.it 7 febbraio 1918 L'Esercito Italiano lancia una tonnellata di bombe sul campo d'aviazione nemico a Motta di Livenza
www.cronologia.it 20 febbraio 1918 Nuovo attacco al campo di aviazione di Motta
www.cronologia.it

5 marzo 1918

Bombardato il campo di Motta e una colonna nemica in marcia presso Oderzo

www.cronologia.it

15 marzo 1918

Bombardamento con aeronavi del campo di Motta di Livenza, che fu ancora colpito il 16

www.solofrastorica.it

marzo 1918

La ferrovia e il ponte a Motta Livenza, che il nemico non doveva assolutamente usare per raggiungere il fronte vennero attaccati. Due azioni furono condotte su questo obiettivo il 10 e l’11 e poi ancora il 17 e il 18 marzo che portarono alla distruzione delle opere.

www.cronologia.it

22 maggio 1918

Bombardamento del campo di Motta di Livenza, che fu ancora colpito il 23

www.tangram.it

29-30 novembre 1918 In quei giorni anche la 3 Armata, denominata l'"Invitta", dopo aver forzato gli sbocchi sul basso Piave, entrò in azione con obiettivo Motta di Livenza.

www.cronologia.it

1 novembre 1918

"La X Armata e la III impiegarono la giornata del 1° novembre ad assicurarsi il passaggio sulla Livenza. La X riuscì a superare la Livenza tra Motta e Sacile; la III s'impadronì delle teste di ponte di Motta e di Tezze, accanitamente difese da forti retroguardie nemiche."

http://camino.oderzo.it/

1919

Le campane del Santuario di Motta di Livenza furono le prime in Diocesi a suonare dopo la guerra.

www.iantichi.org

1938

Il Circo Zoppè in Italia, a Motta di Livenza

www.regionefvg.com

1942

La parrocchia di Pasiano nel 1942-43 fu sottoposta ad un radicale restauro ed in tale occasione decorata festosamente dal pittore di Motta di Livenza Prosdocimo, (in seguito la decorazione è stata eliminata).

www.roncade.it

novembre 1944

Il 5 novembre un gruppo di partigiani collabora alla cattura e all'uccisione, a Silea, del maggiore fascista roncadese assieme ad altri uomini
La ritorsione non si fa attendere. L'11 novembre, a Roncade, vengono fucilati tre partigiani tra cui Ugo Rusalen, 22 anni, di Motta di Livenza, davanti alla chiesa di Roncade dove ora c'è una lapide.
Il cadavere è lasciato sul posto fino all'indomani, come monito alla popolazione.

www.fondazionecipriani.it

22 marzo 1953 A Velletri, si apre il processo contro 14 partigiani di Faenza, accusati di aver prelevato nella notte fra il 30 aprile e il 1 maggio 1945 dal carcere di Oderzo alcuni fascisti là detenuti, e di averli fucilati in località Ponte della Priula. Fra gli accusati, Attilio Antoniazzi (‘Baracca’), Rino De Luca (‘Ferro’) e Francesco Bellis. Secondo la difesa, gli ammazzati – fra cui il capo della brigata nera di Oderzo Martinuzzi ed alcuni allievi ufficiali dei battaglioni ‘Romagna’ e ‘Bologna’ - si erano resi responsabili di rastrellamenti, arresti e sevizie nei confronti di antifascisti e, in particolare, della morte dei partigiani Furlan e Girardini, impiccati entrambi nel 1944, il primo a Motta di Livenza, il secondo a Oderzo.
http://www.amicipapaluciani.it/madonna.htm 19?? Papa Luciani - Invitato una volta dal superiore del convento della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza, aveva risposto: «Vengo volentieri. Quando ero piccolo sentivo parlare della Madonna di Motta, ma non sono mai riuscito a soddisfare questo mio desiderio». E proprio in quella circostanza, durante l’omelia, disse queste parole: «Si scrive e si parla molto sulla Madonna, ma si faccia in modo da farsi capire da tutti e da toccare i cuori. Cosa che non riesce se non si ha prima noi stessi il cuore toccato....
http://www.vatican.va Udienza Generale 

7 ottobre 1998

Un saluto da Papa Giovanni Paolo II - Saluto i fedeli della Parrocchia San Giovanni Battista di Nocera Inferiore, venuti per far benedire la prima pietra del nuovo complesso parrocchiale, quelli della Parrocchia San Nicola di Motta di Livenza e della Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Torre del Greco, che ricordano il cinquantesimo anniversario di fondazione.
www.mondoveneto.com 24 aprile 2001 Un pellegrinaggio lungo i corsi dei fiumi per portare una reliquia da Venezia a Pordenone.
Due città che sono legate dal comune patrono: San Marco. La basilica veneziana ha perciò deciso di donare a quella friulana una reliquia a contatto. Si tratta di un pezzo di lino che con un particolare rito previsto dal diritto canonico è stata posta a contatto con il corpo del santo.
E' la seconda volta in tutta la sua storia che Venezia fa una concessione del genere. In precedenza era accaduto solo con Alessandria d'Egitto. Questa mattina, quindi, la partenza da Venezia, poi il percorso lungo i canali e fiumi del Veneto fino ad arrivare a fare tappa a Motta di Livenza. Qui la teca contenente la reliquia verrà custodita nel corso della notte all'interno del Duomo mottense.
Forte anche il legame che unisce Venezia a Motta definita spesso figlia prediletta della Serenissima. "Si tratta - ha detto monsignor Rino Bruseghin parroco del Duomo - di un importante momento religioso per ricordare San Marco, l'evangelista che visse con San Pietro di cui raccolse le memorie del periodo vissuto con Cristo, nel Vangelo".