L'Aerocampo di Motta di Livenza nella prima guerra mondiale

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In memoria di tutti gli aviatori deceduti nella prima guerra mondiale ed in particolare a Ernst Strohschneider deceduto a Motta di Livenza.

 


 

PREMESSA

 

Quando nell’agosto 1914 scoppiò la prima guerra mondiale non esistevano aerei destinati ad uso militare (nonostante le esperienze belliche italiane in Libia nel 1911-12 con il primo impiego militare di velivoli) ed in realtà i comandi militari erano scettici che tali apparecchi avessero potuto trovare applicazioni pratiche per scopi bellici. Durante i primi mesi di guerra aerei di entrambe le parti furono mandati sopra le linee nemiche per riferire, in funzione di ricognitori, sostituendo la cavalleria diventata oramai incapace di svolgere questo compito a causa della guerra di posizione, i movimenti delle truppe nemiche o per verificare se la propria artiglieria avesse centrato o meno obiettivi militari. In un secondo momento questi “osservatori” cominciarono a portarsi dietro pistole e fucili ma solo nel 1915 con l’introduzione della mitragliatrice sugli aeroplani questi ultimi diventarono delle vere e proprie macchine da combattimento. Molti furono i giovani che affascinati da queste macchine volanti intrapresero gli studi per diventare piloti, questi giovani diventarono i primi “cavalieri del cielo”.

 


 STRUTTURA DEGLI AEROCAMPI AUSTRO-TEDESCHI

I campi di aviazione austro-tedeschi in corrispondenza del fronte del Piave che si erano stabiliti per la maggior parte tra Tagliamento e Piave erano una trentina circa, ognuno dei quali aveva un numero variabile di hangars a seconda della grandezza e dell’importanza strategica del campo. Gli hangars che generalmente erano di tela, a forma semicircolare e della capacità normale di un apparecchio, erano disposti in file poco distanti tra loro e solo successivamente per ridurre gli effetti dei bombardamenti italiani furono distanziati gli uni dagli altri.


L’AEROCAMPO DI MOTTA DI LIVENZA

A Motta di Livenza sono stati contati 21 hangars in tela disposti sul perimetro del campo di atterraggio al centro del quale era disegnata una grande T che orientava i piloti durante l’atterraggio. Nell’angolo a sud-ovest, posti a difesa del campo stesso erano stati piazzati due pezzi di artiglieria antiaerea. Nell’aerocampo erano dislocate  le compagnie aeree:

  • 35/D comandata fino al 28.06. da Oblt. Hugo Mohelsky e dopo questa data da Oblt. Ludwig Szabo (* stato al 15.06.1918) e in data 15.10.1918, dopo essere stata trasformata in Flik –K da Hptm. Josef Smetana.
  • 61/J comandata da Oblt.i.d.Res. Ernst Strohschneider e dopo la sua morte da Oblt.i.d. Res. Ludwig Hautzmayer
  • 63/J comandata ad interim da Oblt.i.d.Res. Ernst Strohschneider, in data 15.06.1918 da Oblt. Rupert Terk ed in data 15.10.1918 da Oblt. Fritz Huber

Le squadriglie “J” erano squadriglie da caccia mentre le Flik “D” e “K” erano squadriglie da ricognizione sottoposte a divisioni e corpi.

La foto a sinistra scattata intorno agli anni '40 mostra la zona dell'aerocampo di Motta di Livenza. In arancione l'aerocampo durante la prima guerra mondiale; il campo continuava la sua estensione verso NE costeggiando la strada statale Postumia, nella foto segnalata in verde, che porta verso Annone Veneto. Durante la seconda guerra mondiale l'aerocampo perde la sua funzione militare e diventa una pista di atterraggio secondaria per piccoli apparecchi (zona rossa). In azzurro il corso del fiume Livenza. Nella ricognizione alleata del 24/03/1918 furono notati 16 apparecchi al suolo presumibilmente appartenenti alle squadriglie sopra segnalate.


  AEREI CADUTI NEL TERRITORIO MOTTENSE

Il territorio mottense era un’area molto trafficata dal punto di vista aereo, nei cieli mottensi infatti non era raro vedere duelli aerei tra gli assi volanti, spesso il combattimento avveniva uno contro uno una sorta di combattimento all’ultimo sangue dove non sempre ne usciva vincitore il più bravo dei due. Che a Motta ci siano stati numerosi combattimenti lo testimonia il fatto che tra i rapporti di volo del tempo troviamo molti abbattimenti in zona Motta. Nella tabella qui sotto sono riportati i velivoli austroungarici abbattuti dagli alleati nel mottense:

Pilota(*)

Nazionalità

Data e ora dell’abbatimento

Unità

Aereo in dotazione

Aereo abbattutto

Luogo

Clifford McEwen (27)

Canada

D:21/05/1918 – H:12.30

28

Sopwith Camel (B7383)

Albatros D.III (DES)

Motta

Clifford McEwen (27)

Canada

D:03/06/1918 – H:15.00

28

Sopwith Camel (D1911)

Albatros D.III (DES)

5 km E of Motta aerodrome

Clifford McEwen (27)

Canada

D:07/06/1918 – H:08.15

28

Sopwith Camel (D1911)

Hansa Brandenburg C.I (DES)

12 km SE of Motta

William ranc Barker (50)

Canada

D:18/03/1918 – H:12.45

28

Sopwith Camel (B6313)

Albatros D.III

Villanova        (di Motta?)

William ranc Barker (50)

Canada

D:23/05/1918 – H:12.15

66

Sopwith Camel (B6313)

C

S of Motta

William ranc Barker (50)

Canada

D:21/06/1918 – H:09.00

66

Sopwith Camel (B6313)

Albatros D.III

Motta

William ranc Barker (50)

Canada

D:20/07/1918 – H:??.??

139

Sopwith Camel (B6313)

Albatros D.III

Motta

William ranc Barker (50)

Canada

D:20/07/1918 – H:??.??

139

Sopwith Camel (B6313)

Albatros D.III

Motta

James Hart Mitchell (11)

Inghilterra

D:04/02/1918 – H:10.05

28

Sopwith Camel (B6344)

Albatros D.III (DES)

1 km S of Motta

James Hart Mitchell (11)

Inghilterra

D:17/04/1918 – H:13.15

28

Sopwith Camel (B6344)

Albatros D.III (DESF)

2 mi SW of Motta

James Hart Mitchell (11)

Inghilterra

D:07/06/1918 – H:05.20

28

Sopwith Camel (D8110)

Aviatik Berg D.I (DES)

6 km SW of Motta

Matthew Brown Frew (23)

Scozia

D:11/01/1918 – H:15.30

45

Sopwith Camel (B6372)

Albatros D.III (DES)

Motta

Gordon Frank Mason Apps (10)

Inghilterra

D:21/06/1918 – H:18.20

66

Sopwith Camel (D9410)

Albatros D.III (OOC)

Motta

Pier Ruggero Piccio (25)

Italia

D:29/07/1918 – H:10.10

91

?

Albatros D.III

Motta di Livenza

Stanley Stanger (13)

Canada

D:03/06/1918 – H:15.00

28

Sopwith Camel (D8103)

Aviatik Berg D.I (DES)

SW of Motta aerodrome

Gerald Alfred Birks (12)

Canada

D:21/06/1918 – H:09.10

66

Sopwith Camel (D8101)

Albatros D.III (DES)

Motta

Harold Ross EycottMartin (8)

Inghilterra

D:21/02/1918 – H:07.10

66

Sopwith Camel (B5623)

Aviatik C.I (DES)

NE of Motta

Harry King Goode (15)

Inghilterra

D:09/08/1918 – H:07.40

66

Sopwith Camel (E1494)

Hansa-Brandenburg C.I (DES)

N of Motta

Christopher McEvoy (9)

Inghilterra

D:21/07/1918 – H:19.15

66

Sopwith Camel (B2433)

Albatros D.III(DES)

Motta

Percy Wilson (7)

Inghilterra

D:04/02/1918 – H:10.05

28

Sopwith Camel (B6363)

Albatros D.III (DES)

1 km S of Motta

Walter Carl Simon (8)

Stati Uniti

D:30/07/1918 – H:06.30

139

Bristol F.2b (C999)

Albatros D.III (DES)

Motta

Walter Carl Simon (8)

Stati Uniti

D:30/07/1918 – H:06.30

139

Bristol F.2b (C999)

Albatros D.III (DES)

Motta

rancio Stanley Symondson (13)

Inghilterra

D:06/05/1918 – H:10.40

66

Sopwith Camel (B7353)

Albatros D.III (DES)

Motta

rancio Stanley Symondson (13)

Inghilterra

D:06/05/1918 – H:10.42

66

Sopwith Camel (B7353)

Albatros D.III (DES)

Motta

(*) Numero di velivoli nemici distrutti di cui è stato confermato l’abbattimento.


GLI ASSI DEL CIELO

L'asso del cielo è un aviatore militare a cui e' stato accreditato l'abbattimento di cinque o più aerei nemici. Il termine "asso" è nato nella I Guerra Mondiale, quando i giornali francesi descrissero come il quinto asso (per asso francese)l'aviatore Pègoud dopo aver abbattuto cinque aeromobili tedeschi.

Tra i molti assi del cielo che vi sono stati in entrambi gli schieramenti ne ricordardiamo due che hanno segnato il loro passaggio qui a Motta di Livenza; sono il tenente Ernst Strohschneider ceco ed il maggiore William George Barker canadese.

Ernst Strohschneider

Ernst Strohschneider era un ufficiale della vecchia scuola dell’esercito austro-ungarico. Era un uomo molto determinato nel combattimento e rigido nel comportamento. La sua figura era un chiaro esempio della profonda divisione che esisteva tra gli ufficiali e gli uomini arruolati per servire l’impero. Strohschneider a differenza della maggior parte degli uomini della LFT (Luftfahrtruppen) era già arruolato nella fanteria quando scoppiò la prima guerra mondiale. Dopo esser stato ferito tre volte nei vari campi di battaglia, fu catturato dai russi ma riusci a fuggire e tornò nelle linee austro-ungariche dove dopo aver passato qualche tempo in ospedale fu dichiarato non idoneo al servizio militare, partì allora come volontario per le LFT. Solo attraverso lo studio e grazie alla sua determinazione imparò a volare e gli venne insegnato come essere un buon osservatore. Finito il corso venne assegnato come osservatore alla Flik 23 sul fronte trentino, da qui venne trasferito alla Flik 28 dove effettuava voli di ricognizione e bombardamenti anche si Treviso e Vicenza. Dopo il suo addestramento a pilota venne assegnato al FlG I, prima unitá austro-ungarica dedicata al bombardamento, dove volava principalmente come scorta ai velivoli da bombardamento sul fronte dell’Isonzo dove assieme all’amico Franz Gräser ottenne le prime vittorie. Il 28 dicembre 1917 divenne il primo ufficiale di riserva ad avere il comando di una squadriglia delle LFT essendo stato nominato comandante della Flik 61/J. Temporaneamente svolse altresí la funzione di comandante ad interim della Flik 63 / J dislocata sempre a Motta. Strohschneider  ottenne la sua ultima vittoria il 16 marzo 1918 quando a bordo del suo Albatros D III (153.119) insieme al suo amico Gräser, abbattono un Ansaldo SVA-5 che cadde vicino a Casonetti ad est di Cavazuccherina. Gli si accreditano in totale 15 vittorie aeree molte delle quali su velivoli italiani. Nel marzo del 1918 e precisamente la notte tra il 20/21 Stroschneider dopo aver condotto 5 velivoli in un attacco vicino a Zenson rientrando alla base si schiantava durante l’atterraggio sul campo di Motta di Livenza e moriva sul colpo.

William George Barker

William George Barker si arruolò nel dicembre del 1914 nel First Canadian Mounted Rifles, dove grazie alla sua mira, addestrata in tanti anni di caccia, ricoprì il ruolo di mitragliere. Dopo aver visto il massacro della seconda battaglia di Yprés, pochi giorni dopo il suo arrivo in trincea, chiese di essere trasferito nei Royal Flying Corps e vi riuscì al secondo tentativo. Terminato il breve addestramento, nel marzo del 1916 venne inquadrato come osservatore, con il grado di Caporale, a Bertangles in Francia. Ritornato in Inghilterra per seguire i corsi da pilota, Barker ottenne il brevetto di volo nel Gennaio del 1917 e venne immediatamente trasferito in Francia. Le capacità di Barker come pilota non sembravano eccezionali: apparentemente meno abile di altri nel volo acrobatico, Barker sopperiva a ciò con una forte aggressività, grande coraggio ed una mira infallibile. Ferito nell’agosto 1917 in maniera non grave, a settembre fu richiamato in Inghilterra a ricoprire il ruolo di istruttore di volo ma volendo fortemente tornare al fronte a combattere su di un caccia monoposto, fu trasferito al fronte in forza al No. 28 Squadron e gli venne affidato il comando dello A Flight. Nel frattempo il fronte italiano aveva ceduto a Caporetto, mettendo seriamente in discussione le possibilità dell'Italia di contrastare l'avanzata austro-germanica: tra i rinforzi inviati dagli Alleati vi fu anche il 28 Squadron da caccia di Barker, che sopraggiunse con il suo Sopwith Camel B6313.

Nel Natale del 1917 Barker, Hudson e un terzo pilota volarono fino all’aeroporto di Motta su cui lanciarono un grande cartello con scritto: "Ai Corpi Aerei Austriaci dall'RFC britannico, con tanti auguri di buon Natale". Poi mitragliarono con proiettili incendiari Buckingham gli hangar, dando fuoco a numerosi aerei e uccidendo una dozzina di nemici tra piloti e meccanici. Tornati alla base di Istrana, convinsero il personale di terra a riparare gli aerei senza far cenno a quell’attacco non autorizzato. Ma i giorni intorno a Natale erano tradizionalmente ispirati ad una tregua non scritta  e alle otto del mattino seguente gli austriaci lanciarono un rabbioso quanto disordinato attacco. Avvistati per tempo, i nemici vennero accolti dalle mitragliere antiaeree inglesi pronte a difendere l’aeroporto che, al termine della battaglia, non riportò gravi danni. Quando il comando dei Royal Flying Corps venne a conoscenza dell’intera storia, decise di non punire Barker e gli altri autori dell’attacco: ma non se n'è persa memoria e nel racconto "Le nevi del Chilimangiaro" Hemingway accenna all'evento trasformandolo, nella finzione letteraria, in un attacco natalizio da parte di Barker a un treno di ufficiali germanici in licenza.

Barker mitragliò a Motta gli hangar della FA 204 , unità tedesca di base in quel campo di volo .
Il 26/12 , i tedeschi attaccarono Istrana , ma gli italiani , temendo la reazione nemica per l'azione del giorno di Natale , avevano istituito dei turni di osservazione avanzata , in modo da lanciare l'allarme per tempo al campo di volo .
In mezzo agli attacchi austro-tedeschi si alzarono in volo gli aerei del 28° squadron inglese e le squadriglie da caccia italiane ( 76a - 78a - 81a ) che abbatterono una decina di caccia avversari , senza subire perdite , questa fu senza ombra di dubbio la più grande battaglia aerea della 1a guerra mondiale , in aria c'erano più di 50 aerei che si combattevano e storicamente si conosce come : La battaglia aerea di Istrana . Degni di nota i tre abbattimenti nella stessa battaglia del tenente Silvio Scaroni della 76a squadriglia Hanriot ( alla fine della guerra ha totalizzato 26 vittorie aeree , classificandosi al 2° posto fra gli assi , dopo Francesco Baracca ) .
 

Data la peculiarità del fronte italiano, Barker si distinse nell’abbattimento dei palloni d’osservazione: un’occupazione molto rischiosa, in cui lui e il suo gregario preferito, Harold Hudson, divennero ben presto maestri. Hudson si dedicava a mitragliare le difese antiaeree, mentre Barker puntava ai palloni. In questo modo abbatterono molti Drachen. Partecipò a numerosi attacchi ed il suo “bottino” giorno dopo giorno aumentava in maniera impressionante. Il 9 agosto 1918 a bordo di un aereo italiano, sorvolò le linee austriache per paracadutare un agente italiano, Alessandro Tandura. Dopo il lancio proseguì bombardando con successo alcuni obiettivi austriaci, mascherando così il vero scopo della sua missione (fonti britanniche parlano di un velivolo Bristol Fighter utilizzato). Dopo questi avvenimenti sul fronte italiano venne trasferito su quello francese e nella sua unica missione di combattimento, il 27 Ottobre 1918, mentre pattugliava le linee da solo con il suo nuovo Sopwith Snipe, si imbatté nello Jagdgeschwader 3 al completo, forte di circa sessanta caccia. In un'epica battaglia Barker abbatté quattro avversari. Ferito ad entrambe le gambe e a un braccio, riuscì comunque a tornare oltre le linee francesi, precipitando rovinosamente e rimanendo incastrato nel piccolo Snipe, il cui naso era piantato nel suolo. Barker, rimasto incosciente per molti giorni nell’ospedale di Rouen, riceverette telegrammi di complimenti dal Re, dal Principe di Galles e da Lord Hamilton. Per questa azione, unica nella storia, il 20 novembre 1918 William George Barker fu insignito della Victoria Cross. Dopo la guerra Barker è tornato in Canada a suo attivo aveva abbattuto ufficialmente 50 tra aerei e palloni avversari quasi tutti sul fronte italiano.

 


I PILOTI DELLA FLIK 61/J E FLIK 42/J E I LORO AEREI

Piloti dell’aerocampo di Motta di Livenza il sesto da sinistra è Ernst Strohschneider. Foto tratta dal volume “Aerocampi Austro-Tedeschi sul fronte del Piave” di I.Azzalini – G.Visentin – D.Uliana (fonte primaria libro di Meindl)

 

Ernst Strohschneider  (Flik 23, 28, 42/J, 61/J, 63/J)

ALBATROS (153.119)

Franz Gräser (Flik 2, 32, 42/J, 61/J)

ALBATROS (153.106)

Ludwig Hautzmayer (Flik 19, 51/J, 61/J)

 

ALBATROS (153.32)

Edgar Mörath

ALBATROS (153.145)

 

Otto Schrimpl

ALBATROS (153.110)

 

Gustav Edler von Salmon

ALBATROS (153.93)

 

 


ALTRI PILOTI DELLA FLIK 61/J E FLIK 42/J 

 Kurt Gruber

(Flik 1, 41/J, 61/J)

 Karl Teichmann

(Flik 14, 42/J, 60/J)

 

 Friedrich Hefty

(Flik 12, 42/J, 44/F)

 

 Johann Risztics

(Flik 22, 42/J)

 Karl Patzelt

(Flik 29, 42/J, 68/J)

 Ferdinand Udvardy

(Flek 6, Flik 10, 42/J)

Nella foto qui sotto, dall’ identificazione personale sulla carlinga, si possono chiaramente distinguere i primi due Albatros, il primo quello di Strohschneider ed il secondo quello di Gräser.

Aerocampo di Motta di Livenza, schieramento di Albatros D.III della flik 61/J e Aviatik D.I della flik 42/J. Foto tratta dal volume “Aerocampi Austro-Tedeschi sul fronte del Piave” di I.Azzalini – G.Visentin – D.Uliana (Fonte primaria libri di Meindl)

 


 Fonti e siti internet consultati:

“Aerocampi Austro-Tedeschi sul fronte del Piave” di I.Azzalini – G.Visentin – D.Uliana (fonte primaria libro di Meindl)

"Austro-Hungarian Aces of World War 1‎" di Christopher Chant

http://www.feudal.cz/ per i modellini di aereo

http://www.theaerodrome.com/ per le informazioni sugli abbattimenti, le foto degli aviatori e informazioni varie

Ringraziamenti

Ringrazio l'amico Dino Uliana per l'appoggio che mi ha dato, la sua esperienza nel settore mi ha aiutato a ricavare informazioni fondamentali per la realizzazione di questa pagina.



 

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